Resin Art · Libro

Safe Resin Art

Per hobbisti e professionisti che lavorano con la resina epossidica

Il mio perché

Brillante. Affascinante. Eppure rischiosa.

La resina epossidica spopola sui social. Video su video presentano la resina come un progetto fai da te semplicissimo, come fare una torta o un lavoretto: unisci resina e indurente, aggiungi pigmenti colorati, versa nello stampo e lascia indurire. Voilà, un'opera lucidissima. Ma è un'impressione che inganna.

Che cosa manca in questi video virali? La protezione respiratoria. I guanti. L'avvertenza sui pericoli.

Ed è proprio lì che inizia la mia missione…

Due copie di Safe Resin Art di Natalie Pikul: copertina e retro

Perché ho scritto questo libro?

… perché conosco persone che non possono più lavorare con la resina epossidica: hanno sviluppato un'allergia da contatto.

… perché nel mio lavoro vedo ogni giorno quanto sia decisivo gestire bene le sostanze chimiche e quanto in fretta la mancanza di conoscenze diventi un rischio.

… perché su Instagram e TikTok vedo content creator che lavorano la resina epossidica in cucina, nella cameretta dei bambini o in salotto. Senza maschera. Senza guanti. Senza sapere davvero che cosa hanno tra le mani. Non per trascuratezza, ma perché manca loro la conoscenza necessaria.

Il mio superpotere

Il mio superpotere? Rendo semplice ciò che è complesso. Trovo una struttura nel caos. Trasformo il sapere degli esperti in sapere pratico.

Come ingegnera gestionale capisco in fretta i temi complessi, vedo collegamenti e interazioni e lavoro con metodo. Come formatrice secondo AEVO (IHK di Dortmund) so spiegare in modo semplice contenuti difficili e trasmettere conoscenze con chiarezza. E come artista della resina? Sono una di voi. Siamo sulla stessa barca! Conosco le dita appiccicose, i progetti venuti male e la dipendenza dalla colata perfetta. Questo mix unico di competenza tecnica, capacità didattica e pratica creativa rende speciale questo libro. Il mio obiettivo è darti proprio le conoscenze che ti servono: spiegate bene, pratiche e senza gergo.

Cosa ti aspetta

Questo libro ti dà conoscenze che di solito restano riservate agli esperti. Qui il sapere della produzione e del laboratorio si unisce alla mia pratica artistica. Il mondo creativo non lo conosco solo da fuori: faccio parte della community della resin art. So quanto può dare questa forma d'arte e quanto sia importante prenderti cura di te mentre la pratichi.

Questo libro è il mio invito: dai forma alla tua creatività in modo consapevole. Con rispetto per il materiale. Con cura per te.

Safe Resin Art non parla di paura. Parla di conoscenza.

Non voglio spaventarti, ma informarti. Non per toglierti il divertimento, anzi: voglio che tu crei in modo sano, sicuro e con tutto il cuore.

Ho scritto questo libro perché conosco i rischi e so quante persone lavorano la resina epossidica senza le conoscenze necessarie. Così espongono se stesse, e spesso anche gli altri, a pericoli che con le giuste informazioni sarebbero facili da evitare. Voglio mostrarti come percorrere la tua strada creativa con la resina con attenzione e responsabilità, senza paura ma con basi solide.Perché se capisci quello che fai, puoi decidere liberamente e per te.Ed è proprio questo che ti auguro: libertà attraverso la conoscenza.

A chi è rivolto questo libro?

Questo libro fa per te se:

  • Vuoi iniziare con la resin art, ma lavorare in modo consapevole e sicuro fin dall'inizio.
  • Fai colate da tempo, ma senti che c'è di più: più protezione, più conoscenza e più responsabilità.
  • Vuoi trasmettere ciò che sai: a follower, allievi, clienti, partecipanti ai workshop.
  • Ami il materiale e allo stesso tempo lo rispetti.

Credo che l'arte possa brillare, ma non se ti fa ammalare. La resina epossidica può trasformare, ma solo se la capiamo davvero. Ed è proprio per questo che nella community della resin art servono più informazione, più impegno e più responsabilità.

Safe Resin Art, copertina e doppia pagina aperta con la community della resin art e i ritratti degli artisti
Una rete che ci sostiene

Le singole voci diventano un movimento

Questo libro non è solo un mio progetto. È un lavoro di squadra. Ho invitato apposta oltre 25 artisti e falegnami della community a partecipare. Ci sono creator conosciuti in tutto il mondo, ma anche esperti con una conoscenza profonda, meno visibili sui social ma con un sapere ancora più prezioso. In interviste esclusive tutti raccontano le loro routine di lavoro, le loro misure di sicurezza e i loro consigli personali, direttamente dalla pratica.

Instagram
circa 1 milione di follower
TikTok
oltre 400.000 follower

Con una portata complessiva di circa 1 milione di follower su Instagram e oltre 400.000 su TikTok, ci impegniamo per una resin art sicura.

Cifre secondo il libro, dati di maggio 2025.

Grazie per ogni intervista, per la fiducia che mi è stata data e per la solidarietà di questa community creativa.

Perché il vero cambiamento non lo si fa da soli: lo si fa insieme.

Tutti gli artisti del libro

Vuoi fare resin art?

Allora fallo. Con passione. Con gioia. Ma, per favore, in sicurezza.
Ed è proprio lì che sarò al tuo fianco. Passo dopo passo.

Con affetto,
Natalie

Sfoglia il libro

Doppie pagine reali dell'edizione inglese. Sfoglia con le frecce, con uno swipe, con la tastiera o cliccando sulla pagina.

Uno sguardo all’edizione inglese. L’edizione italiana è in preparazione.

  • Panoramica e indice: cosa trovi in questo libro
    Panoramica e indice, pagine 6 e 7
  • Apertura del capitolo Chimica facile, con un sottobicchiere in resina turchese sulla doppia pagina
    Apertura di capitolo, Chimica facile, pagine 22 e 23
  • Apertura del capitolo Chi non dovrebbe lavorare con la resina epossidica, con un sottobicchiere a cuore
    Apertura di capitolo, Chi non dovrebbe lavorare con la resina epossidica, pagine 44 e 45
  • Doppia pagina con opere in resina lavanda, bianco e oro
    Doppia pagina fotografica, opere in resina color lavanda, pagine 20 e 21
  • Intervista a Roger Jungo, artista della resina di Niederbipp, Svizzera
    Intervista, Roger Jungo, pagine 132 e 133
  • Apertura del capitolo Sicurezza e qualità del prodotto
    Apertura di capitolo, Sicurezza e qualità del prodotto, pagine 110 e 111

Consiglio: clicca su una pagina o su «Ingrandisci» per leggerla in grande. Per sfogliare usa le frecce.

Formati

L'edizione italiana è in preparazione

Scrivimi e ti avviso appena esce.

Edizioni disponibili

Da leggere già adesso

Nel frattempo puoi leggere Safe Resin Art in inglese, in spagnolo o nell'originale tedesco.

Non vendo direttamente da questo sito. Puoi acquistarlo nei negozi indicati qui sopra.

Safe Resin Art nella vita di tutti i giorni

Safe Resin Art su un tavolo di legno, con un vassoio in legno e fiori secchi
Safe Resin Art fotografato dall'alto su una scrivania, con tè e fiori
Due mani che reggono Safe Resin Art

Nel libro

  • Come funziona la resina epossidica e perché dosarla a volume è chimicamente sbagliato
  • Chi non dovrebbe lavorare con la resina epossidica, e perché
  • Una protezione respiratoria che protegge davvero, e come sceglierla
  • Pelle, guanti e cosa fare se la resina ti finisce sulla pelle
  • Protezione degli occhi e primo soccorso
  • Pigmenti, polveri fini, levigatura e lucidatura senza farti male
  • Ventilazione, conservazione, smaltimento e come allestire il tuo laboratorio
  • Esperienze e consigli di oltre 25 artisti della resina e falegnami

Anche in inglese e in tedesco

Copertina dell'edizione inglese di Safe Resin Art

L'edizione inglese è disponibile come eBook su Amazon Kindle e come PDF ed EPUB su Gumroad. L'edizione originale tedesca la trovi nella pagina in tedesco.

Gli artisti di questo libro

Oltre 25 artisti della resina della community internazionale condividono la loro esperienza in questo libro.

Download gratuito: le quattro checklist di sicurezza

Le checklist del libro da stampare, gratis per tutti: prima della colata, durante il lavoro, dopo la colata e la checklist speciale di sicurezza. Per ora sono disponibili in inglese.

Scarica le checklist di sicurezza (PDF, in inglese)

Tutti gli strumenti gratuiti in un unico posto: Free Tools

Domande frequenti

Domande sulla resina epossidica e sul libro

Le domande che si fa chiunque lavori con la resina epossidica, con le risposte prese direttamente da Safe Resin Art.

Risponde Natalie Pikul, autrice di Safe Resin Art, ingegnera gestionale e artista della resina. Ogni risposta viene dal libro e indica dove trovarla; i numeri di pagina si riferiscono all'edizione inglese.

Capire la resina epossidica

6 domande
Che cos'è la resina epossidica, in parole semplici?

La resina epossidica è una materia plastica formata da due componenti liquidi, la resina (componente A) e l'indurente (componente B), che una volta miscelati reagiscono chimicamente e diventano solidi. Durante la reazione i gruppi epossidici della resina si legano alle ammine dell'indurente e formano una rete tridimensionale. Il risultato è una plastica solida, un termoindurente. Il processo è irreversibile: la resina epossidica indurita non si può più fondere né sciogliere.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagine 24-25.

Quanto ci mette ad asciugare la resina epossidica?

A rigore la resina epossidica non asciuga: indurisce grazie a una reazione chimica. Questa reazione libera calore e, a seconda del sistema, può liberare vapori, quindi ti serve protezione anche quando il pezzo sembra soltanto «in asciugatura». I tempi dipendono dalla resina: circa 12-24 ore per una resina top coat, 24-48 ore per una resina da colata standard, 48-72 ore per una resina deep pour e 5-7 giorni per una resina ultra deep pour. I tempi esatti sono nella scheda tecnica, e spesso un pezzo raggiunge la piena resistenza solo dopo circa una settimana.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagine 30, 33 e 43; capitolo 9, pagina 115.

Che differenza c'è tra resina epossidica, resina UV e resina poliuretanica?

«Resina» è un termine generico e la resina epossidica è solo una famiglia al suo interno. La resina poliuretanica (PU) si usa per superfici molto sollecitate, come pavimenti e mobili, e richiede una protezione respiratoria adatta agli isocianati. La resina UV indurisce con la luce ultravioletta e va bene solo per strati sottili e piccoli progetti, come i gioielli. Di solito è un acrilato, e molti acrilati possono sensibilizzare la pelle. Con tutti e tre i tipi di resina ti servono i dispositivi di protezione.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagina 39.

La resina epossidica è tossica o fa male alla salute?

Allo stato liquido e mentre la lavori, la resina epossidica può danneggiare la salute; ben miscelata e completamente indurita è considerata chimicamente stabile. Da liquidi, molti componenti della resina e dell'indurente possono sensibilizzare la pelle ed essere assorbiti attraverso di essa, e alcuni indurenti sono anche corrosivi; che cosa contiene il tuo prodotto lo dice la scheda di dati di sicurezza (SDS). Durante la lavorazione e l'indurimento, a seconda del sistema, possono passare nell'aria componenti volatili che irritano occhi, naso e vie respiratorie e possono causare sensibilizzazione. L'indurimento completo richiede giorni o settimane, quindi non mettere un pezzo appena colato in soggiorno o in camera da letto per almeno una settimana; la durezza o l'assenza di odore da sole non dimostrano che l'indurimento sia completo.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagina 41; capitolo 3, pagina 50; capitolo 4, pagina 58; capitolo 7, pagina 97; capitolo 10, pagina 126.

La resina epossidica provoca il cancro?

Secondo l'ECHA, i componenti di base più comuni della resina epossidica non sono classificati come cancerogeni, ma come sensibilizzanti cutanei. Se il tuo prodotto contiene sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, le cosiddette sostanze CMR, lo trovi scritto nella scheda di dati di sicurezza. Attenzione agli additivi: alcuni coloranti azoici dei pigmenti in polvere possono scindersi nell'organismo in ammine aromatiche, e alcune di queste possono causare il cancro. Le polveri da colata a base di quarzo possono contenere silice cristallina respirabile, che può causare silicosi e cancro ai polmoni. Per lavorarle consiglio l'aspirazione delle polveri e una mascherina FFP3 ben aderente.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 8, pagine 107-108; capitolo 9, pagina 113; glossario, pagina 219.

Come capisco se una resina epossidica è buona e sicura?

Dalla documentazione completa: non usare una resina epossidica senza una scheda di dati di sicurezza completa. La SDS indica pericoli, primo soccorso, dispositivi di protezione e smaltimento, e i produttori seri te la danno senza esitare. Controlla che le materie prime siano conformi a REACH e dichiarate correttamente, e fatti confermare per iscritto che l'indurente non contenga nonilfenolo, presente in alcuni indurenti 1:1. Il prezzo da solo dice poco sulla sicurezza; guarda piuttosto le schede tecniche e quelle di sicurezza.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 9, pagine 112-114.

Salute e protezione

16 domande
Che maschera mi serve per la resina epossidica?

La protezione respiratoria necessaria dipende dalla tua resina, dagli additivi e dalla scheda di dati di sicurezza. Per la resin art consiglio una semimaschera o una maschera a pieno facciale con filtri sostituibili adatti, per esempio A2P3, un filtro combinato contro vapori organici e particelle: A2 trattiene molti vapori organici con punto di ebollizione superiore a 65 °C, P3 filtra il 99,95% delle particelle. Ma A2P3 non va bene per tutte le resine, gli indurenti, gli spray o i solventi; contano la SDS e le indicazioni del produttore della maschera e del filtro. Negli Stati Uniti si usa il sistema OV/P100, che non è intercambiabile con A2P3. Una maschera a pieno facciale protegge anche gli occhi dai vapori irritanti.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 4, pagine 63-64.

Una mascherina FFP2 o FFP3 va bene per la resina epossidica?

No, le mascherine FFP filtrano solo le particelle, non i vapori. I vapori chimici della resina epossidica le attraversano come se fossero una finestra aperta. FFP3 è la classe più alta tra le mascherine antipolvere e filtra almeno il 99% delle particelle, ma durante la colata dà un falso senso di sicurezza. Quando invece levighi o lavori con le polveri, una FFP3 ben aderente è una protezione utile contro le particelle. Lo stesso vale per la N95, più o meno paragonabile a una FFP2: neanche questa filtra i vapori.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 4, pagina 63; capitolo 8, pagina 107.

Come controllo se la mia maschera è ben aderente?

Con una prova di tenuta, ogni volta che la indossi. Un esempio comune: chiudi con le mani gli ingressi dei filtri e inspira piano; la maschera deve schiacciarsi leggermente contro il viso e restare così mentre trattieni il respiro. Se non succede, risistemala, regola gli elastici e ripeti la prova. Capelli, trucco, creme grasse e barba, anche di pochi giorni, lungo il bordo di tenuta impediscono una buona aderenza, e le istruzioni del produttore hanno sempre la precedenza.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 4, pagina 65.

Ogni quanto vanno cambiati i filtri della maschera?

Secondo un piano di sostituzione fisso, non quando senti già un odore. Quanto dura un filtro per gas dipende dalla concentrazione dei vapori, dalla temperatura, dall'umidità e dal tuo respiro; contano le indicazioni del produttore del filtro. Se senti odore di vapori con la maschera ben indossata, esci subito dalla zona di lavoro e cambia il filtro solo all'aria pulita. Scrivi sul filtro con un pennarello indelebile la data in cui l'hai aperto.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 4, pagine 66 e 68.

La resina epossidica a basso odore è innocua?

No, anche la resina epossidica a basso odore può liberare durante l'indurimento sostanze irritanti o dannose per la salute. Il tuo olfatto non è un sistema d'allarme affidabile: molte sostanze si sentono appena o non hanno odore, anche nei prodotti con l'etichetta «a basso odore» o «low VOC». In più il naso si abitua in fretta a un odore, anche se la concentrazione nell'aria resta la stessa. Per questo lavora sempre con una buona ventilazione, con la protezione respiratoria e seguendo le schede di dati di sicurezza.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 4, pagine 59-60.

Posso mescolare la resina epossidica un attimo senza maschera?

No, anche i passaggi brevi contano nella tua esposizione complessiva. Immagina il tuo corpo come un barile: ogni minuto senza protezione aggiunge un po', finché un giorno basta una sola goccia per farlo traboccare. Non conta solo la quantità di ogni giorno, ma la somma nel corso di settimane, mesi e anni. E la sensibilizzazione non segue un conto alla rovescia prevedibile.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 4, pagina 61.

Ho respirato vapori di resina epossidica: cosa faccio?

Smetti subito di lavorare ed esci all'aria aperta. Se non ti senti bene, rivolgiti subito a un medico, porta con te la scheda di dati di sicurezza e tieni a portata di mano i numeri di emergenza, compreso quello del centro antiveleni del tuo paese. I vapori di resina epossidica possono irritare naso, gola e occhi e causare tosse, raucedine o prurito alla gola. Se senti odore di vapori con la maschera indossata, esci dalla zona di lavoro e controlla filtro e tenuta solo all'aria pulita.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 4, pagine 58 e 68; checklist n. 4, pagina 192.

Che guanti mi servono per la resina epossidica?

Guanti in nitrile resistenti ai prodotti chimici, verificati con la scheda di dati di sicurezza del tuo prodotto; nell'UE con marcatura secondo EN ISO 374. I guanti monouso sottili proteggono solo da brevi schizzi: se uno si sporca, cambialo subito. La resina epossidica può attraversare i guanti in lattice, quelli in vinile proteggono solo per poco e quelli in tessuto assorbono la resina e la tengono a contatto con la pelle. L'ideale è un polsino lungo che copra l'avambraccio. Un trucco collaudato è il doppio guanto: due paia di guanti in nitrile, quello esterno di una taglia più grande.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 5, pagina 74.

Mi è finita resina epossidica sulla pelle: cosa faccio?

Smetti subito di lavorare e togli la resina con carta pulita e asciutta, tamponando piano, senza strofinare. Togli i vestiti sporchi tenendo i guanti e sciacqua la zona sotto acqua corrente tiepida, non calda, per almeno 5 minuti, e per almeno 15 minuti se c'è indurente o la pelle brucia. Poi lava con un sapone delicato; fa fede la sezione 4 della scheda di dati di sicurezza. Non usare mai acetone, alcol o solventi: possono spingere la resina ancora più in profondità nella pelle. Se poi compaiono arrossamento, prurito, vesciche o gonfiore, vai dal medico.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 5, pagina 75.

Mi è venuto uno sfogo cutaneo per la resina epossidica: cosa faccio?

Vai dal medico, meglio da un dermatologo esperto di allergie da contatto, e porta le schede di dati di sicurezza della resina e dell'indurente. Arrossamento, gonfiore, prurito o vesciche dopo il contatto possono indicare che la tua pelle reagisce alla resina epossidica; le schede aiutano il medico a capire la composizione chimica. Non aspettare: secondo l'assicurazione tedesca contro gli infortuni sul lavoro (DGUV), una sensibilizzazione alla resina epossidica dura tutta la vita. Lo sfogo guarisce se eviti il contatto, ma torna in fretta al contatto successivo. Prima di continuare a lavorare con la resina epossidica, fatti fare una valutazione medica.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 3, pagina 50; capitolo 5, pagine 72 e 75.

Si può essere allergici alla resina epossidica?

Sì, molti componenti della resina e dell'indurente possono sensibilizzare la pelle, e secondo l'assicurazione tedesca contro gli infortuni sul lavoro (DGUV) questa sensibilizzazione dura tutta la vita. Funziona così: i componenti reattivi penetrano nello strato esterno della pelle e il tuo sistema immunitario impara a riconoscerli come estranei, spesso senza che tu te ne accorga, senza bruciore né prurito. Al contatto successivo la pelle può reagire con arrossamento, gonfiore, prurito o vesciche. Il contatto ripetuto aumenta il rischio, ma non c'è un conto alla rovescia prevedibile, e non tutti si sensibilizzano. Secondo la DGUV le resine epossidiche sono tra le cause più frequenti delle malattie allergiche della pelle di origine professionale.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 1, pagina 19; capitolo 3, pagina 50; capitolo 5, pagina 72.

Che occhiali protettivi mi servono per la resina epossidica?

Per miscelare, colare e ogni volta che c'è rischio di schizzi ti servono occhiali a maschera per la protezione chimica, a tenuta, oppure una maschera a pieno facciale. Nell'UE sono occhiali secondo EN 166 «3» o EN ISO 16321; negli Stati Uniti secondo ANSI Z87.1 «D3». Gli occhiali da vista, da sole o da lettura non proteggono, e gli occhiali di sicurezza con protezioni laterali sono solo una protezione di base, non a tenuta contro gli schizzi. Se porti occhiali da vista, usa un adattatore per la maschera a pieno facciale oppure occhiali protettivi che si indossano sopra i tuoi.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 6, pagina 80.

Mi è entrata resina epossidica in un occhio: cosa faccio?

Sciacqua subito con acqua corrente pulita e tiepida, per almeno 15 minuti senza interruzioni. Tieni l'occhio ben aperto, se serve con l'aiuto di un'altra persona, e dirigi l'acqua dall'angolo interno verso la tempia; togli le lenti a contatto solo se escono facilmente e continua a sciacquare. Niente colliri, pomate o rimedi casalinghi, e poi vai subito dall'oculista o al pronto soccorso, con la scheda di dati di sicurezza o almeno il nome del prodotto e del produttore. Prima di iniziare, tieni bene in vista sul posto di lavoro i numeri dell'oculista, del centro antiveleni e del pronto soccorso più vicino.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 6, pagine 82-84.

I bambini possono fare lavoretti con la resina epossidica?

No, la resina epossidica non è per bambini, né per lavoretti né per esperimenti, e il mio consiglio è: niente resina epossidica sotto i 18 anni. Durante la lavorazione possono passare nell'aria componenti volatili, e i componenti reattivi possono anche essere assorbiti dalla pelle e causare sensibilizzazione. Le leggi regolano solo il lavoro: in Germania la legge sulla tutela dei giovani lavoratori (§ 22 JArbSchG) vieta di impiegare minori in lavori con sostanze pericolose, con eccezioni limitate nella formazione professionale. Negli altri paesi valgono le norme nazionali sul lavoro minorile: verifica quelle del tuo paese. Per casa ci sono alternative creative, come le paste da modellare che asciugano all'aria, la pasta polimerica o i colori acrilici all'acqua non tossici.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 3, pagine 46 e 53.

Resina epossidica in gravidanza: è pericolosa?

Può essere un rischio per te e per il tuo bambino, quindi il mio consiglio è: niente resina epossidica in gravidanza e durante l'allattamento. Le resine epossidiche contengono sostanze reattive che passano nell'aria durante la lavorazione e possono essere assorbite dalla pelle, e alcuni ingredienti possono essere classificati come tossici per la riproduzione (controlla la scheda di dati di sicurezza). Sul lavoro la legge limita le attività con determinate sostanze pericolose: in Germania lo fa la legge sulla tutela della maternità (§§ 11 e 12 MuSchG), e anche negli altri paesi esistono norme a tutela delle lavoratrici in gravidanza; verifica quelle del tuo paese. A casa queste leggi non valgono, ma il mio consiglio resta: concediti questa pausa e parlane con il tuo medico o la tua ostetrica.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 3, pagina 48.

Ho allergie o asma: posso lavorare con la resina epossidica?

Chiedi prima un parere medico personale. Vale se hai già una o più allergie, malattie croniche della pelle come eczema, dermatite atopica o psoriasi, malattie respiratorie croniche come asma o BPCO, oppure malattie del sistema immunitario. Molti componenti della resina e dell'indurente possono sensibilizzare la pelle; quali contiene il tuo prodotto lo dice la scheda di dati di sicurezza. È consigliabile una valutazione specialistica, per esempio in allergologia o in medicina del lavoro; porta con te le schede di dati di sicurezza dei prodotti che pensi di usare.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 3, pagina 50.

Nota: queste risposte riassumono il libro e non sono una consulenza medica o legale. Se hai disturbi, vai dal medico e porta con te la scheda di dati di sicurezza.

Spazio di lavoro e ventilazione

4 domande
Posso lavorare la resina epossidica in casa?

Uno spazio abitativo non va bene come postazione di lavoro fissa; l'ideale è un locale separato da quelli in cui vivi. Cucina, soggiorno e camera da letto, gli ambienti umidi come bagno o lavanderia e le camerette dei bambini sono da escludere. Funziona bene un locale a parte che si possa chiudere a chiave, che usi solo per la resina epossidica e che sia chiaramente vietato a bambini e animali. Se lavori in uno spazio abitativo, fallo solo in via temporanea, con tutti i dispositivi di protezione, ventilazione attiva e per piccoli lavori, come sigillare o miscelare i colori.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 7, pagine 88, 90 e 94.

Come arieggio bene quando lavoro con la resina epossidica?

Con una ventilazione attiva, non passiva: una finestra socchiusa di solito non basta. L'aria deve andare dalla tua zona di lavoro verso l'esterno, mai dalla resina verso di te. La soluzione più efficace è un'aspirazione localizzata vicino alla fonte, che catturi i vapori prima che arrivino alla tua zona di respirazione e li porti fuori. Creare corrente, usare un ventilatore o arieggiare a fondo ogni 30-60 minuti aiuta, ma non sostituisce la ventilazione richiesta dai tuoi prodotti e dalle tue lavorazioni.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 7, pagine 94-95.

A che temperatura si lavora la resina epossidica?

L'ideale è una temperatura ambiente di 18-22 °C (64-72 °F) e un'umidità del 40-60%. Resina e indurente devono avere la stessa temperatura del locale, quindi lasciali acclimatare almeno 12 ore, meglio 24. Sotto i 18 °C la resina diventa più densa e indurisce più lentamente; sopra i 28 °C la reazione è troppo veloce e si liberano più vapori. Sopra il 60% di umidità c'è il rischio di amine blush, una patina cerosa in superficie; se la tua scheda tecnica indica valori diversi, vale la scheda tecnica.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 7, pagina 92.

La resina epossidica è tossica per gatti, cani e altri animali domestici?

Resina e indurente liquidi possono far male anche agli animali domestici, per esempio se lasciano impronte su una colata fresca o leccano superfici contaminate. Per questo il tuo spazio di lavoro dovrebbe potersi chiudere a chiave o essere chiaramente vietato, soprattutto a bambini e animali. Non far entrare gli animali nemmeno nella zona di indurimento finché la resina rilascia vapori. Conserva resina, indurente e rifiuti in un armadio chiuso a chiave, così gli animali non possono far cadere nulla.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 7, pagine 87, 90 e 102; capitolo 10, pagine 120 e 127.

Miscelare e colare

6 domande
Quanta resina epossidica mi serve per il mio progetto?

Si calcola dal volume del tuo stampo e dalla densità della resina. Per forme geometriche, come rettangoli, cerchi o sfere, ti aiuta un calcolatore online gratuito per la resina epossidica. Con gli stampi in silicone, riempi lo stampo d'acqua, misura la quantità in millilitri e calcola: resina necessaria in grammi = volume d'acqua in millilitri × densità in g/cm³; per esempio 100 ml × 1,10 g/cm³ = 110 g di miscela di resina e indurente. La densità esatta è nella scheda tecnica, e se annoti il volume dei tuoi stampi pianificherai meglio e miscelerai solo quello che ti serve davvero.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagina 35; capitolo 10, pagina 124.

La resina epossidica si miscela in peso o in volume?

Come indica la tua scheda tecnica: se riporta un rapporto in peso, pesa; solo se riporta un rapporto in volume, spesso 1:1, misura a volume. Resina e indurente hanno densità diverse. Se misuri a volume un rapporto pensato in peso, il rapporto non torna a livello molecolare e molte molecole restano senza partner di reazione. Per i piccoli progetti ti serve una bilancia di precisione con risoluzione di 0,1 g; per le colate grandi basta 1 g.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagine 26-27.

Per quanto tempo va mescolata la resina epossidica?

Con il metodo di miscelazione 3-3, se la tua scheda tecnica lo consente: mescola per tre minuti, travasa la miscela in un bicchiere pulito e mescola per altri tre minuti. Mescola in modo uniforme a spirale e raschia più volte fondo e pareti, perché lì restano residui non miscelati. Se mescoli troppo poco restano zone appiccicose, opacità lattiginose o punti molli. Il tempo di lavorazione parte nel momento in cui unisci resina e indurente.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagine 28-29.

Che cos'è il pot life della resina epossidica?

Il pot life è il tempo in cui una resina epossidica appena miscelata resta facile da lavorare nel bicchiere. Finisce quando la miscela si addensa in modo evidente, di solito quando la viscosità iniziale è raddoppiata, ed è un valore tecnico misurato in laboratorio, per esempio con 100 g a temperatura ambiente costante. Il tempo di lavorazione, in cui puoi ancora dare forma alla resina dopo averla colata, in pratica è spesso più lungo, perché stesa su una superficie più ampia la resina reagisce più lentamente. Imposta un timer quando mescoli e prepara solo la quantità che riesci a usare in 15-20 minuti.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagina 35; checklist n. 1 e 2, pagine 189-190; glossario, pagina 218.

Quanto può essere spessa una colata di resina epossidica?

Fino allo spessore massimo di colata indicato nella scheda tecnica della tua resina. Come orientamento: resina top coat da 1 a 5 mm, resina da colata standard da 0,5 a 2 cm, resina deep pour da 2 a 5 cm e resina ultra deep pour fino a circa 10 cm. Se coli in uno strato molto più spesso una resina pensata per strati sottili, può surriscaldarsi in modo critico, perché più lo strato è spesso, più calore si accumula. Più strati sottili liberano il calore in modo più controllato e danno meno bolle, alterazioni di colore e crepe.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagine 32-34; capitolo 7, pagina 99.

Perché la resina epossidica si scalda quando la mescoli?

Perché l'indurimento è una reazione esotermica: libera calore, e il calore accelera ancora di più la reazione. Più resina misceli o coli in una volta, più si scalda all'interno; con grandi volumi non sono rare temperature di 100 °C (212 °F) o più, e già con 5 cm di profondità in un bicchiere, a seconda del sistema, si possono superare gli 80 °C (176 °F) in pochi minuti. Scegli una resina adatta al tuo spessore di colata e lavora con piccole quantità e contenitori bassi. Prepara solo la quantità che riesci a usare in 15-20 minuti.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagine 30-35.

Risolvere i problemi

4 domande
La resina epossidica fuma o bolle nel bicchiere: cosa faccio?

Non sollevare il bicchiere e tieni lontane le persone. I segnali d'allarme sono un bicchiere che all'improvviso diventa molto caldo, un ribollire come di acqua sul fuoco, vapori visibili e un odore pungente. Se c'è fuoco, molto fumo o qualsiasi dubbio sulla tua sicurezza, esci dalla stanza e chiama i vigili del fuoco; non restare dentro per arieggiare. La resina calda o ancora in reazione non va mai nella spazzatura: lasciala prima raffreddare del tutto.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagina 30; capitolo 7, pagina 99.

Perché la resina epossidica non indurisce o resta appiccicosa?

Quasi sempre per un rapporto di miscelazione sbagliato, perché hai mescolato troppo poco o per una temperatura troppo bassa. Se c'è troppa resina, restano gruppi epossidici senza partner di reazione, la superficie resta appiccicosa e il tempo non la sistema più. Le zone miscelate male lasciano macchie appiccicose o punti molli, e sotto i 18 °C la resina indurisce più lentamente; alcuni sistemi sotto i 15 °C non reagiscono più bene. Anche una resina troppo vecchia può indurire in modo incompleto; tocca la resina appiccicosa solo con i guanti, perché la resina non indurita può ancora irritare o sensibilizzare la pelle.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagine 26-29; capitolo 7, pagina 92; capitolo 10, pagina 121.

Come elimino le bolle dalla resina epossidica?

Dopo aver mescolato, lascia riposare la miscela un momento: molte bollicine fini salgono da sole in superficie. Assicurati che resina e indurente siano a temperatura ambiente, perché i componenti freddi sono più densi e l'aria esce peggio. Meglio colare più strati sottili che uno spesso; così le bolle si riducono molto. Le bolle in superficie si possono eliminare subito dopo la colata con un cannello o una pistola termica, ma mai vicino a fiori secchi, alcol, spray o altre sostanze infiammabili.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagine 29 e 34; capitolo 7, pagine 93 e 98.

La resina epossidica è lattiginosa o cristallizzata: cosa faccio?

Scalda la confezione chiusa a bagnomaria, perché quasi sempre la resina è solo cristallizzata, ed è un cambiamento fisico, non un difetto del prodotto. Come il miele in una dispensa fredda, alcune molecole si ordinano in strutture solide, quasi sempre nella resina (componente A), favorite dal freddo e dagli sbalzi di temperatura. Immergi la confezione fino a metà in acqua a 50-60 °C (122-140 °F), mai del tutto, girala spesso finché è tutto trasparente e lascia raffreddare la resina a temperatura ambiente prima di miscelare. Se i cristalli non si sciolgono, non usare la resina e contatta il produttore.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 10, pagine 121-123.

Levigatura e finitura

3 domande
Quanto ci mette a indurire la resina epossidica e quando posso levigarla?

Leviga solo quando la resina è completamente indurita; a temperatura ambiente molte resine epossidiche raggiungono la piena resistenza in circa una settimana, alcune in diverse settimane. Il tempo esatto è nella scheda tecnica della tua resina e, a seconda della resina, la durezza Shore finale può richiedere da 7 a 30 giorni. Nella fase del primo indurimento puoi già toccare il pezzo, ma non ancora levigarlo né lucidarlo. La polvere di levigatura di una resina non del tutto indurita può essere ancora chimicamente reattiva.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagina 41; capitolo 8, pagina 107; capitolo 9, pagina 115.

La polvere di levigatura della resina epossidica è pericolosa?

Sì, la polvere di levigatura della resina epossidica è così fine che può arrivare in profondità nelle vie respiratorie. L'assicurazione tedesca contro gli infortuni sul lavoro (DGUV) raccomanda come minimo P2 o FFP2; io consiglio P3 (negli Stati Uniti P100) e in più gli occhiali protettivi. La polvere può essere ancora reattiva se la resina non era del tutto indurita, e spesso contiene residui di pigmenti e additivi. Leviga con aspirazione, idealmente con un aspiratore con filtro per polveri di classe M o H (negli Stati Uniti filtrazione HEPA). Usa guanti in nitrile anche quando levighi ad acqua e non buttare mai nello scarico i fanghi di levigatura o i residui di resina.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 7, pagina 103; capitolo 8, pagina 107.

Pigmenti e glitter nella resina epossidica sono pericolosi?

Come polvere sì: le particelle di pigmento e di glitter possono essere inalate e irritare le vie respiratorie. I pigmenti minerali, a seconda dell'origine, possono contenere impurità. Per questo compra solo da fornitori che ti dicono cosa contengono e ti forniscono una scheda di dati di sicurezza. Non pesare né miscelare mai polveri senza protezione respiratoria e guanti, nemmeno in piccole quantità.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 8, pagine 107-108.

Uso e vita quotidiana

5 domande
Per quanto tempo odora la resina epossidica e per quanto tempo deve arieggiare un pezzo?

L'odore di solito sparisce in una o due ore, ma le sostanze restano attive molto più a lungo. Un pezzo appena colato rilascia vapori anche quando sembra già solido, quindi non metterlo in soggiorno o in camera da letto per almeno una settimana. Lascialo indurire in un luogo ventilato, perché a temperatura ambiente molte resine epossidiche raggiungono la piena resistenza solo dopo circa una settimana, e fino ad allora possono avere ancora un leggero odore. L'odore, o la sua assenza, non dice nulla sulla sicurezza.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagina 41; capitolo 4, pagine 59-60; capitolo 7, pagine 88 e 102; capitolo 9, pagina 115.

La resina epossidica è adatta al contatto con gli alimenti?

Non in generale. Nell'UE tutto ciò che entra in contatto con gli alimenti è soggetto a regole severe: non può cedere sostanze in quantità dannose per la salute. Dal 2025 il Regolamento (UE) 2024/3190 limita inoltre il bisfenolo A (BPA) nei materiali a contatto con gli alimenti, e questo riguarda molte resine epossidiche. La dicitura «adatta al contatto con alimenti» copre solo le condizioni testate, per esempio un breve contatto con alimenti freddi e secchi. Su un tagliere, un piatto da portata o un vassoio, il pezzo deve essere completamente indurito, lo strato a contatto con il cibo non deve contenere pigmenti né glitter e, se vuoi venderlo, ti serve una documentazione che copra il pezzo finito, non solo la resina. Un tavolo da pranzo in resina epossidica ben miscelata e completamente indurita è considerato chimicamente stabile, ma nella prima settimana dopo la colata non deve stare negli spazi abitativi. Il mio consiglio: niente cibi caldi, grassi o acidi, e niente lavastoviglie. Fuori dall'UE valgono regole proprie; negli Stati Uniti, per esempio, la FDA non approva le resine per hobby.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagina 41; capitolo 9, pagina 116; capitolo 10, pagina 126.

La resina epossidica si può mettere in lavastoviglie?

No, la resin art non va in lavastoviglie. La resina epossidica indurita è un termoindurente, e molte resine artistiche si ammorbidiscono a temperature sorprendentemente basse. Calore, umidità e detersivi aggressivi possono rendere la superficie opaca o ruvida, e il pezzo può deformarsi. Pulisci i pezzi in resina epossidica a mano, con un sapone delicato e un panno morbido.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 9, pagine 115-117.

La resina epossidica ingiallisce al sole?

Sì, la luce UV può far ingiallire la resina epossidica col tempo, anche una resina di qualità con stabilizzanti UV. È un processo chimico naturale, perché anche i migliori stabilizzanti UV hanno i loro limiti. Per questo tieni i tuoi pezzi lontano dal sole diretto prolungato, meglio sul lato in ombra della stanza, e non usarli stabilmente all'esterno se non sono pensati per questo. All'esterno la resina epossidica ha bisogno di un sigillante resistente ai raggi UV.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 2, pagina 39; capitolo 9, pagine 115 e 117.

Un pezzo in resina epossidica può fare da lente d'ingrandimento al sole?

Sì, i pezzi trasparenti e curvi, come sfere o cupole, possono concentrare la luce del sole proprio come una lente d'ingrandimento. La luce concentrata può generare abbastanza calore da incendiare carta o tessuto o bruciare il legno. Per questo non mettere questi pezzi sul davanzale né al sole diretto. E non lasciarli mai in auto.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 9, pagina 115.

Conservazione e smaltimento

2 domande
Come si conserva correttamente la resina epossidica?

In un luogo asciutto, al riparo dal gelo e dal sole diretto e, se possibile, a una temperatura costante di 18-22 °C, a meno che la tua scheda tecnica non dica altro. Chiudi ogni confezione subito dopo l'uso, perché l'indurente reagisce con l'umidità dell'aria, e metti resina e indurente in vasche di contenimento separate, sotto chiave, fuori dalla portata dei bambini e lontano dagli alimenti. Segna su ogni confezione la data di apertura e controlla la scadenza sull'etichetta o nella scheda tecnica; nel dubbio fai una colata di prova con circa 100 g. Non travasare mai resina o indurente in altri contenitori, tanto meno in contenitori per alimenti.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 10, pagine 120-121.

Come si smaltiscono gli avanzi di resina epossidica e la resina indurita?

Gli avanzi liquidi di resina e indurente sono rifiuti pericolosi; la resina epossidica ben miscelata, completamente indurita e fredda di solito può andare nei rifiuti indifferenziati, dove le norme locali lo consentono. Quella liquida va al centro di raccolta dei rifiuti pericolosi del tuo comune, mai nella spazzatura né nello scarico, e lo stesso vale per le confezioni con residui liquidi. I piccoli avanzi puoi miscelarli nel rapporto corretto e lasciarli indurire in un bicchiere di silicone aperto, in un luogo sicuro e ventilato; le grandi quantità no, perché possono scaldarsi molto. Non chiudere mai un contenitore con resina ancora calda o in reazione.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 10, pagine 126-127.

Nota: le regole per lo smaltimento cambiano da luogo a luogo. Informati presso il tuo comune. Questo è un riassunto, non una consulenza legale.

Vendere

1 domanda
Voglio vendere resin art: a cosa devo fare attenzione?

Se vendi nell'UE con il tuo nome, il Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR) ti considera fabbricante dal 13 dicembre 2024, per quanto piccola sia la tua attività. Prima di vendere devi valutare i rischi del tuo prodotto, compresi i materiali che inglobi nella resina, e preparare una documentazione tecnica da conservare per dieci anni. Ogni prodotto ha bisogno di un'identificazione, come un numero di lotto o di serie, il tuo nome, il tuo indirizzo postale e la tua email. Le vendite occasionali di hobbisti senza scopo commerciale e le opere d'arte originali possono restare escluse, a seconda dei casi, ma sottobicchieri, vassoi o gioielli molto probabilmente rientrano. La legge chiede anche di conoscere i tuoi fornitori e di poterli indicare; molto consigliato, anche se non obbligatorio, è usare solo prodotti con una scheda di dati di sicurezza completa e annotare per ogni pezzo quali materiali contiene. Fuori dall'UE valgono regole proprie.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo 9, pagina 112.

Nota: questo è un riassunto del libro, non una consulenza legale.

Altre domande su Safe Resin Art?

3 domande
Di cosa parla il libro Safe Resin Art?

Safe Resin Art di Natalie Pikul è un manuale su come lavorare in sicurezza con la resina epossidica; lei lo chiama la sua bibbia della resina epossidica. Ti accompagna dalla chimica alla protezione delle vie respiratorie, della pelle e degli occhi, dallo spazio di lavoro alle polveri fini e alla sicurezza del prodotto, fino alla conservazione e allo smaltimento. Oltre 25 artisti della resina e falegnami della community raccontano le loro routine di lavoro e le loro misure di protezione. Safe Resin Art non vuole spaventare: parla di conoscenza.

Fonte: Safe Resin Art, prologo, pagine 12-13; indice.

A chi è rivolto Safe Resin Art?

A te, se vuoi iniziare con la resin art e lavorare con la resina epossidica in modo consapevole e sicuro fin dall'inizio. Ma anche se coli da tempo e senti che c'è di più: più protezione, più conoscenza e più responsabilità, oppure se trasmetti ciò che sai a follower, allievi o clienti. Ogni capitolo sta in piedi da solo, quindi puoi aprirlo a qualsiasi pagina. Così il libro diventa il tuo manuale di consultazione personale.

Fonte: Safe Resin Art, come usare Safe Resin Art, pagina 11; prologo, pagina 13.

Esiste una checklist di sicurezza per la resina epossidica da stampare?

Sì, il capitolo bonus contiene quattro checklist di sicurezza da stampare. Ti accompagnano prima della colata, durante il lavoro e dopo la colata, e in più c'è una checklist speciale di sicurezza. In questa pagina puoi scaricarle tutte e quattro gratis in PDF, per ora in inglese.

Fonte: Safe Resin Art, capitolo bonus, pagine 188-192.

Qui trovi le risposte brevi. Nel libro trovi la spiegazione completa di ogni tema, le fonti, le quattro checklist e l'esperienza di oltre 25 artisti.

Tutte le risposte, approfondite, nel libro
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