Il rapporto giusto non è un suggerimento

La resina contiene gruppi epossidici, l'indurente ammine. Quando li misceli, gli anelli si aprono e le molecole si legano in una plastica solida, ma il rapporto corretto è indispensabile perché la resina indurita sviluppi le proprietà previste. Ogni gruppo epossidico ha bisogno di un idrogeno reattivo dei gruppi amminici dell'indurente. Per questo il «rapporto corretto» non è un suggerimento. È una necessità chimica.

Perché misurare a volume un rapporto in peso è sbagliato

Resina e indurente hanno densità diverse. Un certo volume di resina pesa più dello stesso volume di indurente. Se misuri a volume un rapporto pensato in peso, a livello molecolare ti ritrovi con troppe poche ammine per i tuoi gruppi epossidici, o viceversa. Il risultato: molte molecole non trovano mai un partner di reazione.

Troppo indurente o troppa resina

Troppo indurente: le ammine in eccesso non trovano abbastanza gruppi epossidici con cui reagire, quindi restano libere e alterano la struttura. Il pezzo resta flessibile, si piega e non raggiunge la resistenza prevista. Le ammine non reagite rimangono nel pezzo e possono ancora irritare o sensibilizzare la pelle.

Troppa resina: molti gruppi epossidici restano liberi e la reazione non si conclude mai. La superficie resta appiccicosa, il materiale non indurisce del tutto e non raggiunge mai la resistenza prevista. Dal punto di vista chimico il pezzo resta per sempre indurito in modo incompleto, e il tempo non lo sistema. Anche i gruppi epossidici non reagiti possono sensibilizzare la pelle.

La bilancia giusta

Non ti serve un'attrezzatura da laboratorio complicata, ma una bilancia digitale di precisione è indispensabile. Per i piccoli progetti usa una bilancia con risoluzione di 0,1 g; per le colate grandi basta una risoluzione di 1 g. Se lavori a occhio o a sensazione, rischi risultati appiccicosi, molli o instabili. Una volta che resina e indurente si incontrano, non si torna indietro.

Poi mescola a fondo

Pesare con precisione serve solo se poi mescoli bene. Un metodo collaudato è il metodo di miscelazione 3-3, sempre che la scheda tecnica della tua resina lo consenta. Mescola per i primi tre minuti con movimenti regolari, a spirale, passando più volte sul fondo e sulle pareti. Poi travasa la miscela in un bicchiere nuovo e pulito e mescola per altri tre minuti, raschiando di nuovo fondo e pareti. Ricorda che il tempo di lavorazione parte nel momento in cui unisci resina e indurente.

Domande frequenti

Posso miscelare la resina epossidica a occhio?

No. Se lavori a occhio o a sensazione, rischi risultati appiccicosi, molli o instabili. Per i piccoli progetti usa una bilancia digitale di precisione con risoluzione di 0,1 g; per le colate grandi basta una risoluzione di 1 g.

Cosa succede se metto troppo indurente?

Le ammine in eccesso non trovano abbastanza gruppi epossidici con cui reagire, quindi restano libere e alterano la struttura. Il pezzo resta flessibile, si piega e non raggiunge la resistenza prevista. Le ammine non reagite rimangono nel pezzo e possono ancora irritare o sensibilizzare la pelle.

Tutte le domande